Sdraiata supina su un foglio bianco
mi piovono addosso parole disordinate,
si smontano in volo e le lettere
si infrangono sulla mia pelle.
Mi fanno male senza provocare ferite,
non lasciano filtrare il sangue
ma creano invece
degli orribili lividi bluastri.
Ho bisogno che esca qualcosa,
ho bisogno che il corpo
elimini il dolore che hanno provocato.
Mi graffio le braccia
provoco linee ordinate.
Un pentagramma di sangue
pronto ad accogliere quelle
nere violente lettere
indesiderate.
«Spurgate emozioni
uscite da me».
In un cumulo di lettere
amalgamate dal sangue
ora fuoriuscito,
stremata e dolorante,
mi rimpicciolisco
come in un accogliente
letto di me stessa.
Lascio che il sonno
mi faccia risvegliare intera.
©Cristina Aresu


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